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RAPPoRto isPRA gestione di materia, con il 57,5% del totale dei rifu- ti gestiti, seguono il trattamento chimico, fsico e biologico, con il 17,2%, lo stoc- caggio prima dell’avvio ad operazioni di recupero/smaltimento (14,8%) e lo smal- timento in discarica con l’8,2%. Si conferma il trend che, anche per que- sto particolare comparto, vede un’Italia a due velocità, con il Nord che incrementa il trattamento dei rifuti speciali di circa 6,1 milioni di tonnellate (attestandosi quasi 90 mln), il Sud registra una leggero incre- mento di 930mila tonnellate (in tutto 32 mln) e il Centro registra una fessione di 275mila tonnellate (quasi 23 mln gestite in tutto). Un capitolo a parte merita l’import/export di rifiuti speciali. Nell’anno 2010 si è regi- Ripartizione della produzione totale dei rifiuti speciali per attività economica, anno 2010 strato un incremento sia nelle esportazio- 27 ni di rifiuti (+19%) che nelle importazioni del parco impiantistico nazionale rispetto cipalmente rifuti urbani e quantità più igiene urbana (+46%), per un bilancio netto a favore di al fabbisogno di smaltimento/recupero. modeste di rifiuti speciali. Gli impianti igiene urbana aprile-giugno 2013 queste ultime di 1 milione di tonnellate. Per quanto concerne l’importazione, essa sono localizzati in gran parte al Nord (63), L’analisi dei dati relativi all’anno 2010 riguarda soprattutto le cosiddette “materie mentre al Sud ne sono presenti 24 e al Cen- evidenzia come l’esportazione abbia ri- prime seconde” destinate all’industria del tro 16. Complessivamente, nel 2010, sono guardato soprattutto rifiuti derivanti da riciclo, fnalizzate a sopperire alla carenza stati incenerite quasi 979 mila tonnellate processi produttivi e da impianti di ge- nazionale di materie prime. di rifuti speciali (397 mila tonnellate di stione dei rifiuti non suscettibili di valo- Operando un confronto tra le quantità rifuti pericolosi e circa 582 mila tonnel- rizzazione e, quindi, destinati per lo più di rifuti importate ed esportate si evince late di non pericolosi). Rispetto al 2009 ad operazioni di smaltimento (materiali come importiamo quasi esclusivamente si è registrato un incremento del 4% dei da costruzione contenenti amianto, rifiuti rifuti non pericolosi, mentre esportiamo rifuti inceneriti (circa 40 mila tonnellate stabilizzati/solidificati, ceneri, scorie ecc.). un quantitativo ingente di rifuti pericolosi in più), che riguarda prevalentemente i Le esportazioni di rifiuti in Germania, da (oltre 1,3 milioni di tonnellate). rifuti speciali non pericolosi (+8%). Ri- cui deriva il maggiore contributo in termi- Il Rapporto fornisce anche alcune buone guardo il recupero energetico, infne, nel ni quantitativi complessivi (40%), sono ti- notizie legate al minor ricorso alla disca- 2010 gli impianti industriali in esercizio picamente di questo tipo. I rifiuti esportati rica, ma evidenzia comunque il forte ritar- che utilizzano i rifuti speciali come fonte in Cina (il 10,4% del totale) sono, invece, do che il nostro Paese sconta sul versante di energia erano 500. Il quantitativo totale avviati, principalmente, ad operazioni di impiantistico. Sono 475 le discariche che di rifuti speciali recuperati sotto forma di recupero di materia. hanno, nel 2010, smaltito rifuti speciali; energia è pari a circa 2,3 milioni di ton- In Germania, ad esempio, questi rifiuti la maggior parte è localizzata al Nord (268 nellate, con un aumento, rispetto al 2009, pericolosi sono destinati ad essere smaltiti impianti), 74 al Centro e 133 al Sud. Nel del 2%. Il quadro regionale evidenzia che all’interno delle miniere di sale del Paese, 2010 sono stati smaltiti in discarica circa la maggior parte dei rifuti speciali recu- per la messa in sicurezza delle cavità ge- 12 milioni di tonnellate di rifuti speciali perati, ben l’81%, è trattato in sole sette nerate a seguito dell’attività estrattiva. Tale (-7% rispetto al 2009). I rifuti pericolosi regioni: la Lombardia (27%), l’Emilia Ro- modalità di gestione rende, per i suoi bassi smaltiti in discarica ammontano a oltre magna (19%), il Piemonte (10%), il Friuli costi, altre soluzioni di grado tecnologico 777 mila tonnellate (6,5% del totale), di Venezia Giulia con (8%), il Veneto (7%), la superiore non concorrenziali ed è, pertan- questi il 62,4% viene smaltito in discariche Puglia (6%), e infne l’Umbria (4%). Una to, opzione molto utilizzata dai produttori per rifuti non pericolosi, e solo il 37,6% in chiara dimostrazione del ritardo che, in dei rifuti. Va detto che la necessità di ri- discariche per rifuti pericolosi. particolar modo, un’ampia area geografca correre all’esportazione di rifuti è spesso Gli impianti di incenerimento di rifiuti sconta ancora rispetto al resto del Paese e da porre in relazione alla inadeguatezza speciali sono 103, di cui 38 trattano prin- dell’Europa.
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