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Studio Sul riciclo geStione delle grandi foreste o dei pozzi del petrolio del nord Europa. Nel 2012 l’Italia ha esportato circa Quanti soldi arrivano ai Comuni? 2 milioni di tonnellate di carta da macero verso i Questa situazione drammatica delle aziende del riciclo italiane non ha infatti riguar- paesi asiatici e con la chiusura delle maggiori car- dato il Conai e i relativi Consorzi di fliera, che hanno invece tratto grandi benefci tiere italiane la situazione è destinata a peggiorare economici “dall’aumento delle quotazioni delle materie prime seconde” . Infatti il 10 ulteriormente. Tali fussi sono diretti prevalente- Conai e i propri Consorzi di fliera si sostengono anche attraverso la vendita dei ma- mente in Cina, che usa o stocca il 50% della carta teriali consegnati dai Comuni e, nel solo 2011, hanno incassato oltre 221 milioni di da macero mondiale. Volumi enormi, che dettano euro così suddivisi: Corepla ha incassato da ricavi per vendita 128 milioni di euro (con 11 le quotazioni del macero in Europa, con rincari un avanzo di bilancio di 85 milioni di euro ), Comieco 80 milioni di euro (con un 12 a tre cifre. Alla prima ripresa della crisi, nel 2010, avanzo di bilancio di 65 milioni di euro ), Coreve non evidenzia alcun ricavo dalla 13 il prezzo del macero è passato dal più 140 % al vendita poiché ha deciso di cedere a costo zero il rottame di vetro ai propri associati più 250 % per le qualità meno pregiate, destinate (presenta comunque un avanzo di bilancio di 5 milioni di euro), CIAL 4 milioni di alla produzione di imballaggi. euro (con un avanzo di esercizio di 1,2 milioni), CNA (ora denominato RICREA) 3 Anche per quanto riguarda il riciclo di materiali milioni di euro (con un avanzo di esercizio di 3 milioni ), Rilegno 6 milioni di euro plastici ASSORIMAP evidenzia che negli ultimi (con un avanzo di esercizio di 5 milioni). Oltre ai ricavi della vendita va quindi anni hanno chiuso 8 delle 18 aziende che si considerato anche l’avanzo di bilancio totale dei vari consorzi nel 2011 che risulta occupavano del riciclo del PET in Italia e che pari a 165 milioni di euro nonché le riserve ex art. 224 comma 4 del D,lgs 152/06 6 la capacità di trattamento delle aziende rimaste che ammontavano a 301 milioni di euro nel 2011. Gli introiti del sistema Conai de- viene saturata solo per il 70 % creando così un rivano però innanzitutto dal Contributo Ambientale Conai (denominato CAC) pari a danno economico rilevante alla nostre imprese 592 milioni di euro incassati nel 2011. Gli introiti totali del sistema Conai nel 2011 35 e la perdita continua di posti di lavoro . (incassi CAC + vendita materiali) risultano quindi pari a 813 milioni di euro nel 7 igiene urbana Va rammentato che la Cina sovvenziona l’impor- 2011 e quindi i circa 297 milioni circa riconosciuti ai Comuni italiani nel 2011 quale igiene urbana aprile-giugno 2013 tazione di materie prime seconde con un rimbor- parziale rimborso dei costi per la RD degli imballaggi rappresentano circa il 37 % so totale dell’IVA. L’industria cartaria cinese ha degli introiti totali (i dati del 2012 non sono ancora stati resi pubblici). inoltre potuto contare su enormi aiuti di Stato, stimati negli ultimi dieci anni in oltre 33 miliar- di di dollari .Nel 2010 la Cina ha importato 3,7 successo che non conosce crisi” evidenziando 2010… Un risultato in cui ha svolto un ruolo 8 milioni di rifuti metallici dall’Europa. E’ quindi gli “Ottimi risultati di crescita e occupazione fondamentale il Conai” . Tutto a posto allora, 15 prevedibile che anche questo comparto potrebbe ottenuti dal Conai… un risultato in contro- di cosa ci si dovrebbe preoccupare? subire a breve un tracollo . L’azione di dumping tendenza rispetto alla decrescita del PIL del Questi dati sono stati però subito messi sotto ac- 9 operata dalla Cina, come già avvenuto in molti paese ”. Secondo uno studio commissionato cusa dalle Associazioni che rappresentano i rici- 14 altri settori, sta quindi facendo crollare le nostre dal Conai ad Althesys “Nel 2011 il fatturato clatori (ad esempio da parte di ASSORIMAP nei imprese che non riescono più a competere con i dell’industria del riciclo è stato pari a 9,5 mi- confronti delle statistiche presentata da Corepla) 16 prezzi che i cinesi possono riconoscere per i ma- liardi di euro, contribuendo per lo 0,61% al PIL e, in precedenza, dall’ANCI che nell’audizione del teriali di scarto; ma i maggiori guadagni incame- nazionale, con una crescita del 7% rispetto al 12 luglio 2007 aveva affermato che i “..dati sul rati attualmente dai Consorzi di fliera potrebbero rilevarsi a breve un boccone avvelenato se si tra- 6 Fonte http://www.youtube.com/watch?v=SaGgyuT7a7Q durranno nella pressoché totale dipendenza dai 7 Fonte http://www.assorimap.it/ita/chi-siamo.asp mercati asiatici per il ritiro dei materiali di scarto. 8 Fonte: EPI Economic Policy Institute “No Paper Tiger: Subsidies to China’s Paper Industry from 2002-2009” A quel punto è facile prevedere che il dumping 9 Fonte http://www.ecoblog.it/post/13357/leuropa-vende-troppi-rifuti-alla-cina-e-perde-materie-prime cesserà e ci si ritroverà a pagare costi di trasporto 10 Fonte http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107684 enormi senza più ottenere neanche i guadagni 11 Fonte http://www.corepla.it/documenti/39976047-0582-40cf-af2c-d8876ca6c296/bilancio_preventi- garantiti in precedenza dall’industria italiana del vo_2012.pdf recupero e riciclo. 12 Fonte: http://www.comieco.org/allegati/2013/3/relazione_sulla_gestione_e_bilancio-2011_124952.pdf Non ci si deve quindi stupire se, a fronte di questa 13 Nota: nell’indagine conoscitiva IC26 condotta dall’AGCM si afferma che “Analoghe perplessità suscitano le situazione drammatica per il comparto del riciclo, modalità di assegnazione da parte di COREVE alle imprese proprie associate dei rottami vetrosi rappresentati si assiste a proclami alquanto ottimistici da parte dai rifuti da imballaggi acquisiti a valle della RD su superfcie pubblica. Secondo quanto dichiarato dai del Conai che, a chi ha perso il proprio posto di rappresentanti di COREVE, il consorzio individuerebbe una o più vetrerie da preferirsi di volta in volta nella lavoro o ha dovuto chiudere la propria azienda, cessione dei rifuti a titolo oneroso, secondo criteri quali vicinanza al punto di conferimento e tipologia di possono comprensibilmente apparire come un produzione, salva la considerazione che il valore del bene sarebbe sempre negativo, per cui la cessione avviene amaro sberleffo. Lo scorso 6 novembre il Corrie- previo versamento di un contributo consortile “ai produttori/utilizzatori dei rifuti affnché il loro intervento re della Sera titolava, riferendosi al Conai, “Un nel recupero sia economicamente sostenibile”
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