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OPERA PRIMA TERZA PAGINA se una cosa, una bestia. Una volta sentii un vecchia. Per lo più sono cose comprate per nien- qualcuno che la tenga bene, la rimetta in vita, tonfo seguito da un tintinnio ed uscii a vedere. te, che si scopre poi che non servono a niente. la migliori magari, cosi speri di rivederla, un Ma sapevo già che erano delle tende smesse, Le acquistano con tutte le buone intenzioni di giorno. Ma quando la butti, la butti! Avranno di quelle vecchie, pesanti, tenute su da anelli fare questo o quello, ma poco dopo si stufano, provato anche dai marocchini, facendosi ridere d’ottone”. Niente sfugge all’orecchio allenato di le ritengono inutili”. dietro. Qualcuno veniva con il carretto pieno, Bruno. “Sto sempre attento ai suoni delle cose, Al lato opposto dei tipi psicologici troviamo gli lasciandomi anche quello, che andava poi a così imparo a riconoscere gli oggetti e non mi abitanti delle vecchie case dei vicoli dove un fnire nel cassone del legno o veniva portato faccio fregare dai furbi. Si, perché a volte, spesso tempo abitava anche Bruno, quando, in seguito via dai Furlani come legna da ardere. Altri più direi, la gente gode a buttarmi nel cassone della al “risanamento”, cioè alla loro demolizione, industriosi arrivavano con il camion, ma li ve- plastica oggetti di ferro. O viceversa. Cosi, tanto arrivano alla stazione ecologica i materiali che devo tutti per niente contenti di sbarazzarsi di per fregarmi, per fare una cosa vietata, una quelle loro cose. Per loro non era una libera- bravata nei confronti di chi credono stupido. zione, come per quelli che scaricano con- Neanche s’immaginano che io sento, disteso tenti i computer, le televisioni, i frigoriferi. sulla mia branda, cosa hanno veramente No! Questi delle casette buttavano via la scaricato. È questione di esperienza: se ti al- roba ma pareva che fno all’ultimo fossero leni ogni giorno, lo riconosci ad orecchio lo pronti a far marcia indietro, a ripensarci e scarto del mondo. All’inizio non capivo un riportarsela a casa. Prima di buttarla se la granché; sbagliavo, mi confondevo, pren- rigiravano in mano e parevano accarezzarla devo un suono, che so... di una bicicletta se non altro con gli occhi, se la salutavano buttata nel cassone del ferro per quello della gettandola nel cassone e stringendo gli occhi 35 rete di un letto. In realtà, quello della bici è come se avessero preso una botta. Tenevano igiene urbana un suono inconfondibile”. con sé solo quello che nessuno avrebbe mai igiene urbana luglio-settembre 2013 Poi si entra nella psicologia delle persone. potuto obbligarli a buttar via: il ricordo. Alla Ci sono due modelli antitetici di utilizzo di fne, andandosene mogi e gobbi, mi saluta- una stazione ecologica. Uno è quello di chi vano gentilmente”. non vede l’ora di sbarazzarsi del superfuo: Ma a dare vita agli oggetti dismessi, richiaman- “Molti vengono qui in discarica con una doli a una nuova esistenza sono, come in tutte di quelle macchine che sembrano trattori le cose, soprattutto i bambini. In questo caso, i tanto sono alte, e rovesciano a terra solo bambini degli zingari: “ C’era un bambino che roba nuova: computer, in genere, o giochi urtava una specie di carriola che aveva come dei loro fgli, quei giochi elettronici che ruota la puleggia della centrifuga di una lava- li hanno stufati, o vestiti neanche tanto trice che avevano gommato con non so quale vecchi, messi magari una volta sola, tanto grossa guarnizione di un altro elettrodomestico. odorano ancora di nuovo…A volte mandano i si erano andati accumulando nel corso degli Il cassone della carriola l’avevano ricavato da loro fgli a fare il servizio di pulizia. Loro sono anni nel retro di quelle abitazioni. Anche que- un vecchio scaldabagno segato a metà, in cui il sempre incazzati quando vengono in discarica, sti conferimenti tradiscono immediatamente la termometro tondo diventava il contachilometri facce torve e buie, come se venir qui fosse una psicologia dei loro conferitori: “Oh, li ho visti, del loro bolide. Broom, bromm, faceva quello punizione. Le donne neanche ti salutano: le quelli delle case vecchie, quando ancora porta- dentro il mezzo scaldabagno, mentre un altro infastidisce venire, hanno fretta di andarsene. vano in discarica tutto l’ammucchiato dei retri. lo spingeva a tutta birra in giro per la corte. Un Buttano la roba così malamente che fnisce il Arrivavano per lo più con roba che per una vita altro gruppo di bambini aveva a disposizione più delle volte fuori dei cassoni…A tutti, gio- non avevano avuto il coraggio di buttare. Molta uno zoo di bestie fatte con vecchi fusti delle vani, vecchi, uomini o donne, madri o fgli, gli era ancora in buono stato ma, via le tettoie, si tinture per le pareti e con bombole del gas. Vidi leggi in faccia una gran soddisfazione mentre sa, si butta anche quello che ci sta sotto. Cosi che un bidone era diventato il corpo di uno buttano via le cose: lanciano nel cassonetto de- si sono sbarazzati di carrozzine, biciclette da struzzo, con tanto di gambone lunghe. La testa gli ingombranti e si sfregano le mani come per bambini, giocattoli di legno fatti da loro, la te- era una scarpa rotta che sembrava proprio una nettarle e un gran sorriso di liberazione appare stata di un letto piccolo, attrezzi agricoli di una bocca aperta posta su un lungo tubo snodato stampato sul viso. A dirla sembra volgare, ma volta, magari dei loro padri o dei padri dei loro da idraulici. Andavano e venivano da una spe- hanno la stessa faccia di uno appena uscito dal padri, stie da pollame, moscarole incancrenite cie di carrozzone in miniatura con il cassone cesso, di chi si è liberato l’intestino per fare posto per sempre dall’odore di formaggio. Quella era fatto di legno e montato su ruote di bicicletta. al nuovo materiale in arrivo. Ci sono di quelli gente che prima di venire da me aveva senz’al- Le fnestre erano gli oblò di lavatrici e i fanali i che hanno schifo del vecchio. Che poi non è tro tentato di darla via, ’sta roba. Quando dai lumini rossi del cimitero, mentre il comignolo vero che gran parte della roba che arriva qua sia via la roba che ti è stata cara, cerchi di darla a l’avevano costruito con tubi di cartone”.
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